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TrasformIA

Formare le persone sull'AI è un obbligo di legge.

L'AI Act chiede alle aziende di adottare misure per sviluppare le competenze di chi usa l'intelligenza artificiale. L'obbligo vale dal febbraio 2025. Da aprile 2026 l'Italia ha anche la norma che dice quali competenze servono, profilo per profilo.

AI Act, articolo 4 Regolamento UE 2026/1744 D.Lgs. 160/2026 Norma UNI 11621-8:2026

L'obbligo che avete già

L'articolo 4 dell'AI Act si applica dal 2 febbraio 2025. Riguarda chi fornisce e chi utilizza sistemi di AI, quindi riguarda voi nel momento in cui qualcuno in azienda apre ChatGPT per lavorare.

Dal 27 luglio 2026 il Regolamento 2026/1744 lo ha riscritto: le aziende devono adottare misure che sviluppino le competenze del personale, calibrate sul ruolo e sul contesto. È un obbligo di mezzi, e resta vincolante. Per i sistemi ad alto rischio la barra sale: supervisione umana competente, documentazione, tracciabilità.

In pratica la domanda che vi arriverà è una sola: quali misure avete adottato, quando e per chi. Un corso frequentato due anni fa da tre persone è una risposta debole. Un piano di formazione mappato sulle competenze, con date e verifiche, è una risposta.

Dal 30 settembre 2026 c'è una ragione in più. Il D.Lgs. 160/2026 porta nel 231 i reati commessi con sistemi di AI, compresa l'omessa adozione di misure di sicurezza sui sistemi ad alto rischio. Chi ha un Modello Organizzativo deve aggiornarlo, e la formazione documentata è una delle prove che lo rendono efficace. Dal 23 ottobre 2026 il D.Lgs. 179/2026 aggiunge la formazione dei lavoratori sui rischi dei sistemi di AI.

La norma dice quali competenze servono

Il 30 aprile 2026 UNI ha pubblicato la norma 11621-8, prima in Europa a descrivere i profili professionali dell'intelligenza artificiale. Dodici ruoli, con compiti, competenze, responsabilità e indicatori. L'hanno scritta la commissione UNI/CT 526 di UNINFO e il Dipartimento per la trasformazione digitale.

Da usare subito, senza attendere nessun esame:

  • Scrivere job description verificabiliCercate un AI Product Manager e sapete cosa deve saper fare, con un riferimento pubblico invece di un titolo inventato.
  • Scegliere i fornitoriChiedete a chi vi propone un progetto di AI in quali profili della norma si colloca il suo team: avete un criterio pubblico per confrontare le proposte.
  • Costruire un piano di formazione che regge a un controlloLe competenze della norma diventano il perimetro su cui formare, e la documentazione diventa evidenza.

I dodici profili

Per un'impresa medio-grande contano i primi tre e il Prompt Engineer. Gli altri interessano chi sviluppa sistemi in casa.

I dodici profili professionali AI della norma UNI 11621-8:2026, per area
Area Profili Chi è, in azienda
Governo e strategia Chief AI Officer, AI Consultant, AI Product Manager Chi decide sull'AI e ne risponde
Sviluppo e ingegneria AI Prompt Engineer, AI Algorithm Engineer, AI Deep Learning Engineer, AI Machine Learning Engineer, AI Natural Language Processing Engineer Chi progetta, addestra e porta in produzione
Dati e sicurezza AI Data Engineer, AI Data Scientist, AI Security Specialist, AI Research Scientist Chi gestisce i dati, protegge i sistemi, fa ricerca

Denominazioni e descrizioni integrali sono nel testo UNI 11621-8:2026, acquistabile dal catalogo UNI.

Come funziona la certificazione

La certificazione delle persone la rilascia un organismo di certificazione accreditato secondo la ISO/IEC 17024. In Italia accredita ACCREDIA e tiene il registro pubblico. Chi forma non può certificare: la separazione è un requisito della norma, e nell'interesse di chi compra.

Per ogni profilo serve uno schema: requisiti di accesso, prove, criteri di superamento, durata e rinnovo. Gli schemi sui profili AI stanno arrivando. Oggi nessun organismo italiano rilascia ancora la certificazione accreditata su questi dodici profili: prima di scegliere, verificate lo stato degli accreditamenti nel registro pubblico ACCREDIA.

Il motivo per cui non conviene aspettare

L'esame è l'ultimo passo, e dura una mattina. Prima vengono le competenze, e quelle richiedono mesi. Chi forma adesso è pronto quando gli schemi aprono e nel frattempo ha già l'evidenza che la legge chiede oggi. Chi aspetta si trova con l'obbligo scoperto adesso e la coda all'esame dopo.

Sui tempi: l'inventario dei sistemi in uso e la mappa di chi fa cosa non si retrodatano. Sono la parte lenta del lavoro e sono il prerequisito di tutto il resto, certificazione compresa.

Attestato, credenziale, certificazione

Tre forme di riconoscimento, con un valore diverso. Sapere quale state ottenendo aiuta a pianificare la formazione.

Differenze tra attestato di frequenza, credenziale digitale e certificazione accreditata
Cosa Chi lo rilascia Cosa dimostra
Attestato di frequenza Chi ha erogato il corso Che la persona c'era e cosa è stato trattato. Dentro un piano documentato vale, da solo dice poco
Credenziale digitale europea Enti di formazione e associazioni, nel formato della Commissione europea Il completamento di un percorso allineato ai profili, verificabile online
Certificazione accreditata Organismo terzo accreditato ISO/IEC 17024, sotto ACCREDIA Competenza verificata con esame, iscritta in registro pubblico, con sorveglianza nel tempo

Come lavoriamo noi

Formiamo e prepariamo. La certificazione la rilascerà un organismo terzo, e va bene così.

  • Programmi mappati sulla normaOgni modulo è riferito alle competenze dei profili. A fine percorso sapete cosa avete coperto e cosa manca, per persona.
  • Mappa delle competenze in aziendaRileviamo chi usa l'AI e in quale ruolo, e lo confrontiamo con i profili. Ne esce il piano di formazione e la base dell'inventario.
  • Evidenze datateProgrammi, presenze, materiali e verifiche restano documentati. Il giorno del controllo conta la data.
  • Pronti per l'esameQuando gli schemi apriranno, le vostre persone si candidano senza ricominciare da capo.

Quali profili servono alla vostra azienda?

Il diagnostico dice a che punto siete su competenze, processi e conformità, e da dove conviene partire. Cinque minuti, gratuito.

Riferimenti: Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) come modificato dal Regolamento UE 2026/1744; Legge 23 settembre 2025 n. 132; D.Lgs. 9 settembre 2026 n. 160; D.Lgs. 7 ottobre 2026 n. 179; norma UNI 11621-8:2026, pubblicata il 30 aprile 2026; norma ISO/IEC 17024 sugli organismi che certificano le persone; registro degli organismi accreditati su accredia.it.

Pagina informativa, non consulenza legale. Lo stato degli accreditamenti cambia nel tempo: prima di decidere verificate i registri ufficiali. Aggiornata a ottobre 2026.