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TrasformIA

AI Act e leggi italiane sull'AI: cosa deve sapere davvero la vostra azienda

Il quadro aggiornato a ottobre 2026. Il Digital Omnibus è legge e ha riscritto parte dell'AI Act. In Italia, dal 30 settembre l'intelligenza artificiale entra nel 231, e dal 23 ottobre nel rapporto di lavoro e nella sicurezza.

Tre livelli di norme, una direzione

L'AI Act per l'Unione europea. La Legge 132/2025 e i suoi decreti per l'Italia. Il GDPR che già conoscete. Chiedono tutti la stessa cosa: chi usa l'intelligenza artificiale in azienda deve sapere cosa sta facendo, poterlo dimostrare, e tenere una persona al centro delle decisioni che contano.

Mettersi in regola e usare bene l'AI sono in larga parte lo stesso lavoro: metodo, persone formate, decisioni tracciate.

Le date che contano

Il Digital Omnibus sull'AI è il Regolamento (UE) 2026/1744, pubblicato il 24 luglio e in vigore dal 27 luglio 2026. Ha spostato gli obblighi sui sistemi ad alto rischio, aggiunto nuovi divieti e riscritto l'articolo 4 sulle competenze. In Italia il D.Lgs. 160/2026 porta l'AI nel catalogo dei reati 231 e il D.Lgs. 179/2026 la porta nelle decisioni sul personale e nella valutazione dei rischi.

  1. Febbraio 2025 - agosto 2026

    Pratiche vietate. Misure per le competenze AI del personale. Obblighi sui modelli di uso generale. Trasparenza verso il pubblico: chatbot riconoscibili.

    AI Act

  2. 30 settembre 2026

    Nuovo reato di omessa adozione di misure di sicurezza sui sistemi di AI ad alto rischio. L'AI entra tra i reati presupposto della responsabilità dell'ente.

    D.Lgs. 160/2026

  3. 23 ottobre 2026

    Decisioni su assunzioni, valutazioni, sanzioni e licenziamenti mai solo automatizzate. L'AI entra nel documento di valutazione dei rischi, con informazione e formazione dei lavoratori.

    D.Lgs. 179/2026

  4. 2 dicembre 2026

    Marcatura tecnica dei contenuti generati. Divieto dei sistemi che producono immagini intime non consensuali e materiale pedopornografico sintetico.

    Reg. 2026/1744

  5. 2 dicembre 2027

    Sistemi ad alto rischio autonomi: selezione del personale, credito, infrastrutture critiche, istruzione, giustizia.

    Reg. 2026/1744

  6. 2 agosto 2028

    Sistemi ad alto rischio integrati in prodotti regolati: macchinari, dispositivi medici.

    Reg. 2026/1744

L'obbligo che molte aziende non sanno di avere già

Dal 2 febbraio 2025 chi fornisce o utilizza sistemi di AI ha un obbligo sulle competenze del personale. È l'articolo 4 dell'AI Act, e riguarda anche l'azienda che usa ChatGPT o Copilot per lavorare.

Il Regolamento 2026/1744 lo ha riscritto dal 27 luglio 2026. Prima chiedeva di garantire un livello sufficiente di competenza, ora chiede di adottare misure che la sviluppino, calibrate sul ruolo delle persone e sul contesto. È diventato un obbligo di mezzi, e resta vincolante per ogni azienda che usa l'AI.

Tradotto: la domanda che arriverà è quali misure avete adottato, quando e per chi. La risposta è un percorso formativo documentato, con date, contenuti e partecipanti, proporzionato a come usate l'AI.

Dal 30 settembre l'AI entra nel 231

Il D.Lgs. 9 settembre 2026 n. 160, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 settembre, attua la delega della Legge 132/2025. Introduce nel codice penale l'articolo 437-bis, che punisce l'omessa adozione di misure di sicurezza sui sistemi di AI ad alto rischio e la loro alterazione. E con il nuovo articolo 25-vicies porta tra i presupposti della responsabilità dell'ente due reati: l'articolo 437-bis, con sanzioni da 600 a 1.000 quote, e l'articolo 612-quater, la diffusione senza consenso di immagini, video o voci falsificati con l'AI, con sanzioni da 200 a 700 quote. Per entrambi sono previste anche sanzioni interdittive.

Il reato riguarda anche l'utilizzatore professionale che omette intenzionalmente le misure di sorveglianza umana, quando da quell'omissione deriva un pericolo.

Per chi ha un Modello Organizzativo 231 significa aggiornarlo. E un Modello si giudica sull'efficacia dei controlli, cioè sulle prove: inventario dei sistemi in uso, ruoli assegnati, sorveglianza umana tracciata caso per caso, formazione documentata. Si costruiscono prima, e non si retrodatano.

Dal 23 ottobre l'AI entra nel rapporto di lavoro

Il D.Lgs. 7 ottobre 2026 n. 179, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'8 ottobre, è in vigore dal 23 ottobre 2026. Porta l'AI dentro due capitoli che ogni azienda conosce: la gestione del personale e la sicurezza sul lavoro.

  • Decisioni sulle personeAssunzioni, modifiche e cessazione del rapporto, provvedimenti disciplinari e valutazioni delle prestazioni non possono basarsi solo su un trattamento automatizzato. Serve una persona con potere effettivo, e la decisione presa in violazione è nulla. Prima di usare questi sistemi va data l'informativa ai lavoratori.
  • Valutazione dei rischiQuando l'AI incide su organizzazione, ritmi o modalità di lavoro, il suo uso entra nel documento di valutazione dei rischi previsto dal D.Lgs. 81/2008.
  • Informazione e formazioneIl datore di lavoro deve informare e formare i lavoratori sui rischi specifici dei sistemi di AI e sulle misure adottate.

Tradotto: la formazione sull'AI entra anche nel perimetro della sicurezza sul lavoro, con le sue verifiche e le sue evidenze.

Le sanzioni

  • Fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globalePer l'uso di pratiche vietate dall'articolo 5 dell'AI Act.
  • Fino a 15 milioni o il 3% del fatturatoPer la non conformità sui sistemi ad alto rischio.
  • Sanzioni pecuniarie e interdittive per l'aziendaDal 30 settembre 2026, per i reati previsti dall'articolo 25-vicies del D.Lgs. 231/2001: da 600 a 1.000 quote per l'articolo 437-bis, da 200 a 700 per l'articolo 612-quater.
  • Nullità delle decisioni sul personaleDal 23 ottobre 2026, per le decisioni su assunzioni, valutazioni, sanzioni e licenziamenti prese solo da un sistema automatizzato.

Le cifre massime riguardano i casi gravi. Per un'azienda media conta un'altra cosa: la responsabilità ricade sull'organizzazione, da fine settembre passa anche dal 231 e da fine ottobre dal diritto del lavoro.

La novità che cambia il discorso: i profili professionali

Il 30 aprile 2026 l'Italia è diventata il primo paese europeo a definire uno standard nazionale sui profili professionali dell'intelligenza artificiale. La norma UNI 11621-8 descrive dodici ruoli, dal Chief AI Officer all'AI Prompt Engineer, con competenze e responsabilità.

Perché vi riguarda: l'AI Act chiede misure per le competenze del personale, e la norma dà il riferimento verificabile per dimostrarle. Persone formate su questi profili sono un argomento di conformità più solido di un corso generico.

I percorsi TrasformIA sono costruiti sulle competenze dei profili più rilevanti per le imprese medio-grandi: Chief AI Officer, AI Consultant, AI Product Manager, AI Prompt Engineer. Il programma è mappato competenza per competenza, così la formazione regge come evidenza e prepara all'esame di certificazione.

La certificazione delle persone la rilascia un organismo terzo accreditato secondo la ISO/IEC 17024. Gli schemi sui profili AI stanno arrivando, e la parte lunga del lavoro viene prima dell'esame: competenze, mappa dei ruoli, evidenze datate. Chi forma adesso copre l'obbligo di oggi e si presenta pronto domani.

La pagina sulle certificazioni spiega per intero come funziona il sistema: i dodici profili, chi rilascia i certificati, a che punto sono gli accreditamenti.

I dodici profili sono definiti da una norma tecnica volontaria. La legge chiede competenza, e la norma è il modo più solido di dimostrarla.

Dalla norma alla pratica

Il nostro lavoro comincia dove finisce quello dei consulenti legali: mettere le persone in condizione di usare l'AI bene, dentro le regole, con risultati misurabili. La conformità diventa il sottoprodotto di un lavoro fatto come si deve.

Fonti: Regolamento (UE) 2024/1689 come modificato dal Regolamento (UE) 2026/1744; Legge 23 settembre 2025 n. 132; D.Lgs. 9 settembre 2026 n. 160, Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2026; D.Lgs. 7 ottobre 2026 n. 179, Gazzetta Ufficiale n. 234 dell'8 ottobre 2026. Informazioni divulgative, non consulenza legale: per valutazioni sulla vostra situazione rivolgetevi a un legale o a un esperto di compliance. Aggiornato a ottobre 2026.

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